I più ingiusti sono quelli che fanno finta di amare quando vivono in una relazione satura di convenienza. Ho scritto questo dopo l’ennesimo sfogo ascoltato in maniera non voluta sulla metro. Lei che si lamenta di lui e l’amica che le consiglia di lasciarlo. ‘Ma abbiamo appena comprato casa?’ stridula. ‘Va bene, vuol dire che ti farai restituire parte dei soldi o viceversa, ma almeno sarai felice’.

Vi sarà capitato anche a voi. Quante volte? Di sentirvi bloccati in un rapporto senza più amore. E la convenienza, eccola lì. Da entrambi i lati intendo. Una casa già comprata, un bambino, un’azienda in comune. Possono essere tanti e infiniti i motivi che legano due persone all’interno di una relazione. Ed è sempre bello condividere qualcosa con chi si ama. Ma quando poi passa l’amore cosa succede?

Perché questo sentimento, il più nobile tra i sentimenti, diventa anche il più meschino? Perché si cade nella peggiori delle abitudini che è quella della convenienza?

Perché la paura di lasciare l’altro, di chiudere la relazione, di trasformarla in altro è più grande di non vivere mai più l’amore, se non fugace, nascosto, ambiguo di magari una relazione parallela o vari tradimenti?

Tra le prime motivazione è la paura di rimanere soli. Di dover fare i conti con noi stessi. Una casa senza nessuno che ti aspetta per molti non è casa. Non è accogliente. La paura di stare da soli, si sa, è più forte di quella di stare in una relazione senza amore. Alla fine l’amore quello lo puoi trovare, o fare, anche in relazioni extra. Con il silenzio assenso dell’altro.

Ma davvero volete negarvi la felicità o negarla all’altro? Siete sicuri di non voler sentire di nuovo il vostro cuore battere aspettando anche un messaggio, una chiamata da qualcuno?

La felicità e l’amore possono essere collegati se si vuole e non vanno d’accordo con ciò che è conveniente.

Come fare dunque, di fronte ad una realtà come questa? E’ meglio un amore giusto (conveniente) o vero?

Sono meglio le rose o i tulipani? E’ meglio buttarsi, senza guardare indietro, correre il rischio, o rimanere fermi ad aspettare qualcosa, la qualsiasi cosa, che basti a farci sopravvivere. Quella piccola boccata d’ossigeno, ogni tanto, che poi tra qualche anno sareste di nuovo daccapo!

Non sono d’accordo. Non lo sono su questo tema. Forse perché in tutte le storie d’amore, da me vissute, l’amore era il fattore determinante che mi teneva legata all’altra persona e forse perché non ci ho mai visto una convenienza nel vivermi questi amori. Forse perché amo troppo, quanto odio, il fatto di aver imparato a bastarmi. In ogni caso bisogna avere consapevolezza di chi siamo, prima di fare questa scelta.

Bisogna scrivere cosa vogliamo davvero dalla nostra vita e quello che non vogliamo. Questo passaggio deve essere fatto da soli. Prendiamoci un giorno per pensarci, uno per scrivere, uno per non pensarci e uno per rileggere. E se arriviamo al punto primo, cioè non amiamo più. Allora riprendiamo in mano la sincerità e molliamo la convenienza. Il vero guadagno sarà la felicità che credetemi è possibile tanto in coppia che da soli. Ma è possibile soprattutto quando l’amore c’è ed è vero.

E fa bene a tutti, famiglia, figli, lavoro e vita. Soprattutto vita. Solo attraversando noi stessi e ascoltare quello che di profondo abbiamo che torneremo a pensare all’amore come alla cosa bella che è.

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