Un mondo pieno di sfumature, di donne, di storie, di meravigliosi percorsi attraverso quello che Evelina racconta con la magia delle sue matite. Disegna visi, corpi, sguardi. Occhi soprattutto di donne. Sono immagini che puoi confondere con delle fotografie. In un’epoca dove tutto diventa ‘digitale’ il racconto di Evelina nasce dalle sue matite che danno un’anima ai visi che dipinge.

Ciao Evelina come stai e raccontaci un po’ della tua passione?

Ciao Mariagrazia, buongiorno…sto, come i gabbiani, sull’asfalto a Palermo in un pomeriggio di fine luglio; la mia arte è arrivata tanto tempo fa, da bambina quando cercavo di ridisegnare i personaggi dei miei cartoni preferiti; la mia arte viaggia, fa delle fermate e poi riparte, infatti è tornata 5 anni fa dopo più di quindici anni di stop, ed è tornata con la passione per il ritratto di persone in carne e ossa, le donne, le mie donne.



E sei davvero molto brava, basta dare uno sguardo alle tue pagine social. Evelina potete trovarla qui. Ma quanto la tua ‘arte’ riempie la tua vita? Sappiamo che hai scelto di lavorare in un altro ambito, quello legale, opposto a questo.

Quanto mi riempie? Mi pervade, la mia vita è arte, è una specie di atto unico teatrale, a tratti surreale, altre volte grottesco, altre romantico, “drammatico”, tanto comico. Tutto diventa enfatizzato, esasperato sotto la lente d’ingrandimento dell’arte, senza mai sgranare ciò che sento, una ricerca continua di un parossistico pathos sotto l’egida dei “perché” e dei “perché no?” … tutto diventa “speciale”, ogni incontro, ogni parola spesa, alla ricerca continua di una legge morale dietro le cose, ricerca il cui risultato è spesso frustrante (per me).

Le tue donne, come ‘sono le tue donne, quelle che ritrai? Chi sono?

Le mie donne sono contemporaneamente me, negli aspetti coi quali voglio “fare pace”, e le donne in genere, negli aspetti che desidero emulare. Vorrei fare pace con la parte vulnerabile di me che a tratti mi ha consumata ed a tratti invece mi ha dato nuova forza, come per un’araba fenice che risorge più forte (se solo venisse data la possibilità di scegliere…).

Dimmi invece a quale di queste donne ti senti legata? E perché?

Sono legata a due opere in particolare: una è quella della “strega e del corvo”, rappresenta le rivelazioni che ti faranno crescere; l’altra opera è una ragazza tatuata col cuore fuori dal corpo, e rappresenta quello che non ti aspetti, la differenza tra ciò che appare e ciò che realmente è, la pelle tatuata a mo’ di corazza, un aspetto aggressivo/difensivo che mal si associa con la reale natura vulnerabile della persona.

Parliamo ancora un po’ di te, Evelina Larzio, siciliana e donna dalle mille sfaccettature e che lega insieme tante cose. Cosa ti piacerebbe, cosa sogni per te?

Sogno di poter fare conciliare una vita “normale” ed un lavoro “normale” col mio modo “speciale” di vivere le cose. Ho pensato, sì, di poter fare dell’arte la mia unica fonte di sostentamento ma, allo stato attuale, non è concretamente possibile.

E tra ‘sogno e lavoro’ cosa hai scelto? Se hai scelto.

Tra passione e lavoro scelgo… entrambi che poi è quello che ho già fatto.

Un consiglio a chi magari, invece, vive in bilico appunto tra quello che ama fare e quello che ‘deve’ fare?

Cosa consiglio a chi è ad un bivio, a chi ha paura… sono continuamente ad un bivio, e le paure ci sono, quindi l’unico consiglio possibile è: abbracciatevi ogni giorno; accettate la paura come parte del conto; uscite di casa, lasciatevi vivere a volte, ma non troppo; accettate che ci saranno giorni bui, ma non accettatelo “troppo” …insomma, la risposta è in quel “non troppo”.

Come affronti le difficoltà di ogni giorno?

Come affronto le difficoltà quotidiane… a volte col sorriso, altre coi lacrimoni.

Ci sono donne, artiste, personaggi noti o donne comuni che ti hanno ispirato? E uomini?

Una donna che mi ha ispirato: Frida Kahlo, Artemisia Gentileschi, Janis Joplin…non una, quindi, almeno tre. Un uomo: Kurt Cobain, Goya, David Bowie…anche qui, almeno tre…

Ne hai ritratta qualcuna?

Tutte: Frida l’ho già disegnata come icona sacra, col cuore tra le mani, circondata dai fiori e dagli animali che amava, compreso il colibrì… Evita la disegnerei di spalle, affacciata ad un balcone, e da basso, al posto delle persone a mo’ di spettatori metterei dei corvi… Madonna la disegnerei a cavalcioni di una delle onde di Hokusai…

Quanto conta essere donna oggi, nel contesto lavorativo, familiare, sociale?

Essere donna, conta quanto essere uomo… conta il segno che vuoi lasciare.

EvelinaLarzioInstagram

Un capo di lingerie preferito?

Non ho un capo di lingerie preferito ma se dovessi scegliere sarebbe un competo balconette e brasiliana di pizzo nero.

Cosa secondo te hanno le donne, in più, rispetto agli uomini?

Le donne rispetto agli uomini hanno in più semplicemente un’ansia maggiore di dover dimostrare qualcosa… per il resto, sono forti e fragili esattamente come gli uomini (che si limitano a nascondere determinati aspetti per un presunto ruolo sociale).

Come ti vedi da nonna? E se ci fosse tua nipote a chiederti dei consigli, tu cosa le diresti?

Tra 30 anni, guarderò mia nipote, le dirò “vivi e scegli tu, non lasciare che siano gli altri a scegliere per te”, dopodiché m’imbacherò su un aereo per Santorini, mi guarderò indietro, sorriderò pensando alle persone che hanno sfiorato la mia vita, e l’ultima immagine che avrò davanti sarà di qualsiasi cosa abbia lo smeraldo come colore.

Donne, lavoro, arte. Conquiste che sono costate molto, basti pensare a soli 50 anni fa. Cosa pensi oggi del ‘femminismo’ che definizione daresti a questo?

Del femminismo penso un gran bene per le conquiste fatte a beneficio delle donne e delle loro identità e dignità; attualmente però credo sia stato oltraggiato il senso di queste lotte: da un lato il movimento Femen che ritengo nauseante, dall’altro la libertà sessuale che per qualcuna è diventata un modo per far carriera o, peggio, per raggirare qualche bravo ragazzo…

E del razzismo che mi dici?

Del razzismo penso sia una grave manifestazione di “stipsi neuronale”.

E siamo in due, dimmi e della fortuna? Ci credi?

Della fortuna…beh credo nella “legge dell’attrazione”, ossia nulla ci accade per caso ma tutto si riduce ad un ripetersi di eventi che sono necessari per cambiare rotta.

Non abbiamo parlato invece di amore? Quanto conta per te?

L’amore conta tanto per me, troppo…

La carriera?

La carriera? Il giusto…

Grazie per esserti raccontata?

Grazie a te.

1 Comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.