Lei è una giovanissima donna con le idee molto chiare sul suo futuro: tenacia e passione sono le parole d’ordine. Ecco come si racconta:

“Mi chiamo Ilaria, ho quasi 26 anni. Amo il buon cibo, i supereroi e i profili social ben curati. Nasco e mi formo come polemica e politica ma mi ritrovo a vivere come Social Media Manager (Jr, in erba). Nata e cresciuta a Milano, dalle sembianze orientali (anche se nessuno della mia famiglia è straniero) ho l’animo della Milanese imbruttita”.

Ciao e grazie per essere qui a raccontare la tua storia che sono certa darà input e stimolo a chi ti legge.

Ilaria Polimeni

Sono una dei tanti “sdraiati” di oggi. Faccio parte di quella generazione che fa fatica a trovare il “posto fisso”. Sono arrivata da poco alla fine dei miei studi e mi sto approcciando al mondo del lavoro. Essenzialmente sono andata in crisi, e questa crisi coinvolge molti giovani della mia età, pieni di sogni e speranze per il futuro.

Come è iniziata? Cosa è stata la molla che ti ha fatto scattare e prendere la decisione di ‘cambiare’ vita, lavoro? O di scegliere il lavoro che fai?

La molla è scattata a seguito di una serie di conversazioni che ho avuto e dal bilancio di ciò che ho fatto fino ad ora. Sono due anni che salto da uno stage al altro cercando di assimilare più nozioni possibili e di trovare un posto di lavoro che nel suo complesso non mi faccia sentire insoddisfatta. Dopo l’ennesima azienda che non ha voluto investire su di me (per mancanza di fondi) ho deciso di inseguire i miei sogni. Lavorare gratis per lavorare gratis, voglio almeno seguire il mio sogno: amo il cinema, amo le serie tv, amo tutto ciò che può trasmettere emozione in un’immagine. Sogno in grande, lo so, ma una delle poche cose positive della mia età è riuscire ancora a sognare. Se smettessi, mi sarei rassegnata alla sconfitta.

Come hai affrontato le difficoltà iniziali e come le affronti giornalmente?

Affronto ogni situazione della mia vita di petto, prendendo tranvate in faccia continuamente, perché sono quelle che mi fanno rialzare e sperare che qualcosa di buono sto facendo. La maggiore difficoltà è dover combattere quotidianamente con la mia ansia da prestazione e con il fallimento. Per 800 curriculum che invii il 50% ti rispondono, il 25% ti offrono stage e il 5% ti pagano.

C’è un aneddoto che vorresti raccontare o che ami ricordare che ti ha fatto capire di essere sulla strada giusta?

Per 8 mesi ho parzialmente coronato un sogno, che però non ho inseguito, per fretta e forse per pressioni date dall’esterno. Quando me ne sono andata ho ricevuto davvero molti complimenti, non solo per il mio lavoro, ma anche per la mia umanità. Devo premettere che non sono stata in un ambiente facile: un luogo composto prevalentemente da persone che si conoscono da 30 anni e lavorano tutti i giorni fianco a fianco. Sapere di essere entrata a far parte di quella famiglia e essere stata accettata così com’ero e come sono è stata la sensazione più bella, per non parlare del fatto che la mia professionalità è stata riconosciuta. A posteriori mi sono detta, quella è la mia strada e posso seguirla.

Ti senti felice delle tue scelte?

Nel complesso sì, ho qualche rimpianto ma ho imparato tante cose e visto tante realtà che mi piacciono. Ho lasciato un pezzo di cuore in tutte, anche quelle più travagliate che mi hanno distrutta come essere umano.

Cosa cambieresti e cosa no?

Cambierei tante cose, dal mio percorso di studi alla scelta di chiudere un rapporto di lavoro che mi piaceva per potermi laureare. Ma alla fine va bene così. Tutti questi errori e rimpianti mi hanno fatto crescere come persona.

Donna e lavoro: binomio che in Italia è ancora ‘titubante’ che difficoltà hai incontrato nel tuo lavoro e nel ‘lavoro’ in generale l’essere donna?

Tante difficoltà. Il binomio essere donna e giovane ha tanti svantaggi. Le persone fanno fatica a prenderti sul serio e non c’è niente da fare. È qualcosa inculcato nella loro cultura.

Cosa pensi del ‘femminismo’ oggi?

Il femminismo oggi dovrebbe essere insegnato nelle scuole, nelle famiglie. Il femminismo è parità di genere, scelta e rispetto. Non è più un concetto che riguarda solo le donne, ma riguarda il genere umano in quanto tale.

Cosa consiglieresti oggi a chi ha timore di inseguire la propria indole, il proprio sogno?

Essere grandi è noioso, solo chi sogna e sogna in grande può sperare di cambiare la propria vita. Ora i mezzi ci sono, si può fare qualunque cosa.

Hai una persona o un’icona che è stata per te non solo ispirazione ma da dove hai imparato qualcosa?

Tutte le esperienze che ho vissuto hanno avuto in comune una cosa: una persona che ho seguito ciecamente. A queste persone va il mio grazie, sincero e spassionato per quello che mi hanno insegnato, per le volte che hanno asciugato le mie lacrime e fatto ridere fino ad avere il mal di stomaco. Grazie per essere stati mentori e a volte genitori.

Tra venti anni o più sarai una nonna, zia, o un’amica di una curiosa bambina che ti chiede consigli, cosa le diresti?

Sono zia da poco meno di una settimana e anche questa cosa mi ha spinta a cambiare tutta la mia vita. Vorrei dirle di non farsi dire mai da nessuno che non può inseguire un sogno, che anche quello più difficile può essere raggiunto. Vai e combatti, nessuno ti regala niente, ciò che hai te lo puoi conquistare.

E a cosa consiglieresti di stare alla larga?

Stai alla larga da chi promette e non fa. Stai alla larga da situazioni incerte e da persone invidiose che ti fanno sentire in colpa se hai raggiunto qualcosa, se sei felice, se sei più carina, se hai un ragazzo o se sei più intelligente e dotata.

L’amore quanto conta nella tua vita? L’amore è la base della mia vita. L’amore per il mio ragazzo, per le mie amiche, per la mia famiglia, per il mio lavoro e per me stessa (anche se ci sto ancora lavorando) si tramuta nelle fondamenta di questa decisione. Se non amo quello che faccio non posso farlo, non trovo la forza di stare bene se non amo.

Una domanda a cui avresti voluto rispondere ma non ti ho fatto, o una domanda che faresti a me?

Vorrei chiederti qual è il tuo sogno? Lo stai vivendo? Cosa hai fatto per realizzarlo? Come ti sentivi alla mia età? Grazie mille di tutto!

Lo sto vivendo, si. Ci credo e ci ho creduto tantissimo. Grazie a te e mai mollare.

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